Buco dell’Orso

 

La Grotta dell’Orso o Buco dell’Orso, si trova all’estremità settentrionale del comune di Laglio, nella frazione di Torriggia a circa 400 m. sul livello del lago di Como, vi si arriva salendo da Torriggia per un sentiero di montagna piuttosto impervio. La grotta è celebre per le ossa pietrificate ritrovate nelle sue viscere, ossa non solo di orso, ma di molti altri animali nei secoli estinti, un luogo d’importanza mondiale per i reperti ivi ritrovati.
Nell’estate del 1849 Vincenzo Barelli fu il primo che vi rinvenne un frammento d’osso, cominciarono le prime esplorazioni che sortirono ottimi risultati, dal suolo della caverna si riuscirono a raccogliere un gran numero di fossili e reperti.

Molti fossili furono donati dal Dott. Emilio Cornalia, un giovane studioso di paleontologia che si recò sul posto, esaminò le ossa, studiò la località e i depositi fossili, infine scrisse una memoria scientifica molto dettagliata. I giornali ripresero la notizia della scoperta di questi antichi fossili e molti professori, studiosi, scienziati, sia nazionali che esteri giunsero su questa sponda del lago di Como, alla grotta del Buco dell’Orso, per vedere con i propri occhi questa meraviglia della natura, un incontro tra acqua e roccia, immutato nei millenni.
Le pareti della grotta sono coperte da stalattiti e stalagmiti, dopo alcuni metri si inizia a sentire il suono del torrente che scorre al suo interno, dopo il torrente il sentiero sale, le pareti mostrano a nudo le diverse e successive stratificazioni calcari; a circa 200 m. dall’entrata troviamo uno stagno che occupa tutto il fondo della caverna, l’acqua dello stagno ha una profondità da 1 a 2 metri e una temperatura costante di 9°centigradi.

Il Buco dell’Orso per la sua lunghezza e per l’aspetto del suo interno, è una delle più belle grotte naturali che si conoscano.

Dal Buco dell’Orso sgorga una ricca sorgente che serve l’acquedotto di Laglio che serve anche i paesi limitrofi.

Purtroppo le nuove norme che regolano l’accesso alle sorgenti a tutela della sicurezza dei consumatori, impediscono da alcuni anni la visita alla caverna, una volta meta di appassionati speleologi e turisti.