La piramide di Laglio

Piramide Joseph Frank(Rastatt 1771 – Como 1842)
Anno 1852 – Marmo bianco e granito

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È una tomba particolare quella del medico tedesco Joseph Frank realizzata in forma di piramide secondo le sue disposizioni testamentarie e ubicata singolarmente fuori dal cimitero, in quanto troppo ingombrante per trovare spazio in esso. Nel testamento, dove Frank scriveva che desiderava con questa costruzione “contribuire alla bellezza delle sponde del lago e mantenere la memoria di me presso gli abitanti di questo paese” (che denomina Aglio), allegava un foglio specificando la forma che avrebbe dovuto avere con un disegno schematico  e l’indicazione “Confrontate la Piramide di Caio Cestio nell’Itinerario di Roma del signor Vasi, foglio II pagina 107”, con riferimento a una pubblicazione di Mariano Vasi (non Nasi come è indicato in varie occasioni) edita in varie versioni a partire dal 1807. La storia di questa Piramide ha però ascendenze illustri in quanto il famoso luminare della medicina, ormai stabilmente a Como dal 1826, era stato coinvolto, in quanto già allievo di Alessandro Volta e poi suo collega all’Università di Pavia, nella commissione per la scelta di un monumento da dedicare all’illustre fisico comasco scomparso nel 1827. In quell’occasione egli propose la costruzione di una “piramide” in suo omaggio in riva al lago che non trovò il consenso degli altri commissari, che alla fine concordarono la realizzazione di quel monumento a Volta per la piazza Jasca (ora piazza Volta) che tutti possiamo ammirare ancora oggi, con il basamento dell’arch. Francesco Durelli e la statua di Pompeo Mariani. Pensando alla propria morte, Franck riprese quella sua proposta, riferendola ora a sé stesso.

Ecco così questo monumento funebre dallo slancio verticale evidente, con un lato del quadrato di base di m 11 m e un solido basamento sempre quadrato con lato di m 12,80, che raggiunge nel complesso l’altezza di circa m 20 e corrisponde allo schizzo dello stesso Frank. Alla forma definitiva con i tre portali dagli evidenti stilemi egizi e alla progettazione della scalinata che vi accede partendo dalle acque del lago, provvide quell’arch. Durelli, che si prese cura anche del monumento di Volta a Como. Fu costruito e rivestito di lastre di marmo bianco tra 1850 e 1851, data quest’ultima che compare sul fronte della piramide sotto il medaglione in marmo che ne propone un ritratto in rilievo. Con l’inaugurazione nel giugno 1852, a dieci anni dalla sua morte, vi furono traslate le spoglie fino ad allora inumate nel contiguo cimitero. In una lapide posta all’interno della Piramide si legge, pur con alcuni errori relativi alle date di nascita e di morte, una iscrizione che ne tratteggia la vita, che si conclude così: “Voi che ponete il piede in questa soglia / augurate pace a un uomo / che fu veramente fra gli uomini umanissimo!”

Joseph Frank nacque il 23 dicembre 1771 a Rastatt, in Germania nel granducato di Baden. Seguendo le orme del padre illustre Johann Peter, che fu medico, docente a Gottinga, Pavia e Vienna. E a Pavia, dove la famiglia si era trasferita nel 1785, si laureò in medicina. Qui fu allievo di Alessandro Volta, amico del padre, e per un anno ebbe anche la docenza di Clinica Medica. Dal 1796 al 1804 visse e operò a Vienna e successivamente a Vilnius, operatore presso gli ospedali, titolare di cattedre universitarie e autore di importanti libri fra cui i primi volumi di Praxeos medicae universae praecepta (Precetti di medicina pratica universale) che diede risonanza al suo lavoro. Nel 1826 si trasferì a Como, dove acquistò la villa Gallietta in Borgo Vico e dove seppe farsi apprezzare con i suoi ricevimenti e con l’organizzazione di eventi culturali. Qui completò i Precetti che si conclusero con la pubblicazione dell’ottavo volume. Morì il 18 dicembre 1842.

Luigi Cavadini