
Autore: Michele Vedani (Milano 1879 – 1969)
Anno 1992 – Bronzo e granito
La scultura in bronzo opera del milanese Michele Vedani (Milano 1879-1969) che si eleva sull’importante piedestallo in granito del Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, propone una figura femminile dalla particolare intensità espressiva in cui l’artista ha voluto rappresentare l’Italia che con la sinistra in segno di pace conquistata impugna e poggia a terra una spada mentre con la destra con un piglio fiero di grande dinamismo solleva al cielo un’insegna romana composta da una targa con la scritta SPQR sovrastata da una piccola statua della Vittoria alata che offre ai Caduti una corona d’alloro.
La scultura di oltre tre metri di altezza, il cui peso è di 545 kg, che fa bella mostra di sé sull’alto ed essenziale basamento in granito su cui è poggiata, fu realizzata nel 1922 (il contratto è firmato dal Comune di Laglio l’1 marzo e nel novembre l’opera è già in situ) presso la storica Fonderia di bronzi d’arte e decorativi Battaglia Pogliani Frigerio e Vecchi di Milano.
“Vedani – scrive Tiziana Rota, che ha studiato a fondo il lavoro dell’artista – interpreta la volontà della committenza con l’enfasi eroica richiesta e modella una splendida figura di donna che, nella torsione imposta dal gesto e sottolineata dall’abito corto mosso dal vento, esibisce fiera il suo corpo, se non nudo come nella Libertà guida il Popolo di Delacroix, certo evidenziato nelle sue forme tornite.”
Michele Vedani (Milano 1874-1969) si formò come scultore all’Accademia di Brera alla scuola di Enrico Butti, che una fotografia d’epoca ritrae proprio davanti al Monumento di Laglio. Particolarmente versato nella realizzazione di piccole sculture, acquisì presto una fama che gli portò una committenza ampia di sculture funerarie e di opere pubbliche in bronzo e in marmo che trovarono spazio in chiese, piazze e nei palazzi della nuova borghesia. La sua opera, che ha ascendenze scapigliate, trova in area liberty momenti significativi della sua ricerca che poi si sviluppa in piena originalità.
Luigi Cavadini

